“Ricordate, governatore, che come vicario nelle vostre terre dell’Ordo Orbis avete il preciso
dovere morale e spirituale di garantire a tutti i vostri sudditi e sottoposti la pace e la sicurezza sulle
quali si regge il precario equilibrio terreno del nostro mondo. Tale pace e tale sicurezza non
possono prescindere dall’ordine, in quanto là dove vi è anarchia proliferano i razziatori, e gli
agnelli vengono predati dai lupi; perciò che voi siate come pastore per il vostro gregge, guidandolo
nei momenti perigliosi e proteggendolo dai flagelli dei mari, questi seguaci delle tenebre che nulla
bramano se non la devastazione, la morte e l’annientamento della pace di cui l’Ordo Orbis è
incarnazione terrena.”

Estratto dalla parte finale di una lettera inviata dai magistri maximi dell’Ordo Orbis al governatore di Marecabeum in occasione del suo insediamento.

“Sono ventate di piombo che le due navi si scambiano, squarciando le fiancate delle
imbarcazioni e aprendo orribili ferite nei petti dei combattenti. Infine, mentre il suo vascello si sta
ormai sfasciando, Paulo il Nero urla con la sua formidabile voce: “A me, filibustieri!
All’arrembaggio!””

Da “Le ultime imprese di Paulo il Nero”, libro scritto da Romeo Saligarum, attualmente inserito nell’indice dei libri proibiti come tutti i testi di tale autore.

“E vi diranno che lo fanno per il bene del mondo, contro la vostra volontà ma per la vostra
stessa salvezza. Non dovete credere loro! Non prestate fede alle parole di quanti dicono di volervi
proteggere e poi sopprimono la vostra libertà di tracciare da soli il vostro stesso destino. Voi, voi
soli siete i padroni di voi stessi. Se il governo mondiale detiene un qualche potere sopra le vostre
persone, un potere che talora arriva finanche al diritto di vita e di morte, questo accade solo perché
voi avete rinunciato a esercitare autonomamente tale potestà su voi stessi. Reclamate ciò che è
vostro! Io non vengo a comandarvi, ma per guidarvi lungo il vostro stesso sentiero. Non cerco servi
adulanti o schiavi genuflessi, come fa invece l’ordine mondiale. Io ricerco compagni, uomini che
siano in grado di liberare il prossimo essendo loro stessi liberi. Non c’è bene al mondo che valga
quanto la libertà di un essere umano, e non è vera pace quella che viene ottenuta a spese del
proprio diritto all’autodeterminazione. Loro la chiamano caos, ma quella che io vi porto è solo
libertà!”

Brano tratto dal discorso tenuto da Vigon Asrigue in occasione del suo ormai leggendario attacco contro la città di Vectorian.

Questa ambientazione e tutto ciò che vi ci è legato è un’opera di Federico Angelo Pilleri

Avventure nel mare selvaggio

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