Celebrazioni e Riti

Sebbene il numero e la natura delle
festività varino da nazione a nazione, e talvolta
da isola a isola anche all’interno dello stesso
stato, alcuni riti vengono celebrati in tutto il
mondo secondo le stesse modalità.
Si tratta per la maggior parte delle
celebrazioni religiose della Lex Omnium, alle
quali ogni essere umano è teoricamente tenuto
a prendere parte e dalle quali la vita di ogni
uomo dovrebbe idealmente essere scandita. La
prima di queste celebrazioni, quella che segna
l’ingresso di un neonato nella comunità, è la
ostentatio; accompagnato da una festa più o
meno ricca a seconda delle condizioni
economiche dei suoi genitori, questo rito, nel
corso del quale si ufficializza il nome del
nuovo nato, viene tipicamente tenuto quando
il bambino è molto piccolo e corrisponde alla
data a partire nella quale verranno poi
celebrati i suoi dies natales, i compleanni.
Se con la ostentatio sono i genitori a
sottomettere il proprio figlio alla legge divina,
è suo dovere durante l’adolescenza rinnovare
tale obbedienza in occasione della sua
confirmatio; è costume che, durante tale rito,
un ragazzo scelga anche il suo destino futuro.
Dato che il rituale della confirmatio deve
essere celebrato da un magister fidei, tale
cerimonia si tiene solo una volta all’anno nelle
comunità più piccole. Spesso, alcuni giovani
lasciano la propria isola al seguite del magister
fidei da cui sono stati confermati nella fede per
unirsi, in un modo o nell’altro, all’Ordo Orbis.
La terza cerimonia che scandisce la
vita di un fedele è la sua coniunctio, l’unione
matrimoniale con una persona del sesso
opposto; è una occasione di festa più
mondana che non religiosa, ma la diffusione
dell’isituto della famiglia, saldamente legata ai
valori della Lex Omnium e saldamente fedele
e sottomessa all’Ordo Orbis, rappresenta uno
dei cardini del governo mondiale.
Sebbene sia dovere formale di ogni
fedele contribuire a portare avanti il disegno
divino generando altri esseri umani, non è
comunque raro che una persona rifiuti la
coniunctio; questa scelta, però, è spesso vista
di cattivo occhio specialmente dai sacerdotes,
secondo i quali tipicamente serve a coprire un
qualche vizio o perversione sessuale. Una
cerimonia di coniunctio può essere annullata,
cosa che permette di cerebrarla nuovamente
con un diverso compagno (o compagna) solo
da un magister fidei.
L’ultimo, e probabilmente più
importante rito a cui un fedele viene
sottoposto è, poco dopo la morte, la sua
commemoratio. Nel corso della cerimonia un
sacerdos, o talvolta perfino il magister fidei
locale, celebra i meriti del defunto e la sua
adesione alla Lex Omnium, auspicandone la
congiunzione col divino. Molto spesso, il
panegirico del morto è direttamente
proporzionale alle donazioni fatte dai suoi
familiari piuttosto che alla sua vera e propria
pietà in vita. Non è raro che le famiglie più
abbienti commissionino più cerimonie di
commemoratio, tenute a tre anni di distanza
l’una dall’altra, per i loro defunti.
Talvolta, per un fedele straordinario
(tipicamente un alto ufficiale dell’Ordo Orbis,
o comunque un individuo meritevole), la
commemoratio viene sostituita dalla deificatio;
tale cerimonia sancisce e celebra la sua
avvenuta riunificazione col principio divino
quale coronamento di una vita irreprensibile.
Solo un magister fidei può celebrare tale
prestigioso rito; il magister fidei maximus, al
momento della sua nomina, riceve dagli altri
magistri fidei una vera e propria deificatio in
vita.
Anche un altro rituale, la damnatio
memoriae, può essere celebrato soltanto da un
magister fidei. Questo rito serve a rendere
grazie per l’avvenuta dipartita del morto, e a
ricordarne le empie azioni; se ne sancisce la
morte definitiva e l’impossibilità di
ricongiungimento col divino, e si insiste
affinché nessuno possa mai ispirarsi alla sua
perfidia. Talvolta, in rarissimi casi che devono
essere autorizzati dal magister fidei maximus,
la damnatio memoriae può essere celebrata
anche per un individuo ancora in vita. Vigon
Asrigue, i suoi luogotenenti e, in generale, i
maggiori nemici della Lex Omnium sono le
uniche persone contro le quali è stata mai
applicata questa condanna.

Celebrazioni e Riti

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