Storia del mondo

Nel globo si sa molto poco della storia
mondiale: l’alba delle diverse civiltà, il
processo e i conflitti che hanno portato alla
nascita dell’Ordo Orbis sono apparentemente
andati perduti nella catastrofe che ha
riplasmato le terre. Perché, se la storia
propriamente detta è sconosciuta anche ai
migliori studiosi, di conto ben pochi lungo le
rotte maggiori ignorano le mille leggende
fiorite attorno alle civiltà del passato e alla loro
scomparsa.

La Grande Inondazione e i Secoli Oscuri

Secondo tali racconti, il mondo non è
sempre stato quale si presenta ora: in passato,
le terre emerse erano molto più ampie, e dove
ora sorgono arcipelaghi di piccole isole un
tempo si trovavano ampie estensioni di terreno
punteggiate da rare montagne. Queste voci, si
dice, sono avvalorate dagli avvistamenti di
antiche rovine sui fondali marini più bassi,
avvistamenti particolarmente frequenti nelle
aree di più antica civilizzazione.
Non si sa se le antiche civiltà furono
colte impreparate dalla Grande Inondazione:
c’è chi dice che esse avessero previsto il
fenomeno, e costituito l’embrione dell’Ordo
Orbis come rimedio all’imminente sciagura;
c’è chi dice che fossero ormai precipitate nella
barbarie e che le acque si siano limitate a
sommergere le effigi di culture ormai morte. E
c’è anche chi sostiene che molti fra gli abitanti
delle enigmatiche città sommerse avessero
raggiunto un livello di progresso talmente
elevato da permettere loro di lasciare il mondo
mediante gigantesche navi volanti, dirigendosi
alla ricerca di una nuova patria fra le stelle.
Quale che sia stato il destino degli
abitanti delle terre sommerse, i superstiti alla
catastrofe precipitarono nella barbarie; si
ritiene che vi sia stato un periodo di lotta per
la sopravvivenza, un vero e proprio medioevo
della cultura e delle coscienze, della durata di
qualche secolo. Poi, nel cosiddetto Vecchio
Mondo, qualcosa iniziò a cambiare: mentre le
rivalità fra i piccoli stati insulari continuavano,
le principali gilde mercantili delle diverse
comunità trovarono più vantaggioso allearsi
fra loro allo scopo di garantire i propri
commerci; era nato, con il Consortium
Mercatorum, il primo nucleo da cui si sarebbe
in seguito sviluppato l’Ordo Orbis.

L’epoca delle Grandi Esplorazioni

Il potere del Consortium Mercatorum
crebbe col passare degli anni: nel giro di poche
decadi, i potenti magistri mercatorum erano in
grado di dettare l’agenda politica di buona
parte dei regni situati nel Vecchio Mondo. Col
passare degli anni, le guerre si fecero sempre
meno frequenti, salvo quando conformi agli
interessi del Consortium, e in questa nuova era
di pace imposta col potere del denaro i viaggi
e le esplorazioni si fecero più frequenti.
Vennero scoperte innumerevoli isole, e molte
di esse finirono per essere assoggettate come
colonie o protettorati ai regni del Vecchio
Mondo; poche comunità, i cui capi furono
rapidi nel porsi al servizio del Consortium
Mercatorum, mantennero un’indipendenza
formale.
Fu nel corso di queste esplorazioni che
due messi del Consortium, entrambi nativi del
regno di Talia, si imbatterono in due isole
stupefacenti: Oderio Pipionum scoprì
l’arcipelago battezzato Oderia in suo onore,
mentre Tullio Voltae approdò nell’enigmatica
terra di Dabhati.
Due, fra le isole che costituivano
l’arcipelago di Oderia, avevano dimensioni
ragguardevoli e incredibili, ed erano ricche di
risorse naturali; gli indigeni non accettarono di
piegarsi al Consortium Mercatorum, né di
cedere le proprie preziose terre ai nuovi
venuti, e da questo conflitto nacque una
guerra quale non se ne erano mai viste. Il
Consortium spinse i regni del Vecchio Mondo
ad allestire una flotta senza rivali, e decine di
imbarcazioni cariche di armati attraversarono
l’oceano per sottomettere le isole dell’Oderia;
la guerra durò più a lungo di quanto i magistri
mercatorum si aspettassero, e fu nel corso di
questo conflitto che alcuni giovani nobili
colsero l’occasione per creare un esercito fisso
e permanente, una forza armata al servizio del
Vecchio Mondo e indipendente dal
Consortium Mercatorum. Alla fine, fu solo
grazie all’impiego di questa incredibile armata
di guerrieri ben addestrati e armati, la Militia
Marium, che le terre di Oderia vennero
trasformate in colonie del Vecchio Mondo.
Se le cose andarono diversamente nella
Dabhati, è probabile che ciò fu dovuto alla
differenza di carattere esistente fra Oderio
Pipionum e Tullio Voltae: quanto il primo era
intransigente, arrivista e altezzoso, tanto il
secondo era di larghe vedute e altruista. Va
aggiunto il fatto che, al contrario degli
apparentemente barbarici indigeni di Oderia,
gli abitanti della Dabhati erano gli eredi di una
civiltà antica quanto e forse più di quella del
Vecchio Mondo. Voltae passò molti anni
assieme a loro, diventando perfino un ministro
del sovrano di quell’enorme isola, e stringendo
numerosi patti e accordi con i seguaci della
Legge Universale, una raffinata dottrina
religiosa dabhatiana.

La nascita dell’Ordo Orbis

Tornando in patria, Tullio Voltae fu
accompagnato da alcuni emissari del regno di
Dabhati, così come da alcuni sacerdoti della
Legge Universale. E fu in occasione di questo
incontro che maturò l’embrione dell’Ordo
Orbis: il Consortium Mercatorum e la Militia
Marium detenevano entrambe un enorme
potere politico, e la forza economica del primo
era pari solo a quella militare della seconda;
ma a entrambi gli ordini mancava un’ideologia
potente, un’idea attorno alla quale costruire un
nuovo ordine mondiale. La Legge Universale,
ribattezzata nel Vecchio Mondo Lex
Omnium, era proprio quell’ideologia: con
lunghi viaggi per mare, vennero inviati messi e
legati plenipotenziari; vennero stretti patti e
alleanze, vennero accettati e imposti
compromessi.
Nel giro di poche decadi dall’impresa
di Voltae, l’alleanza fra i tre grandi poteri era
cosa fatta: i numerosi governi restii ad
accettare il nuovo ordine mondiale, fra cui
quello della Dabhati, vennero rovesciati dalla
potenza della Militia Marium, enormemente
accresciuta dopo l’impiego a scopo bellico
delle straordinarie meraviglie mistiche ideate
ironia della sorte proprio nella Dabhati. Nel
frattempo, il verbo opportunamente riveduto e
corretto della Lex Omnium, era stato diffuso
fra la popolazione per abituare tutti i sudditi al
nuovo potere; il supporto economico del
Consortium Mercatorum servì a stabilizzare i
nuovi governi e, nel giro di pochi anni, tutte le
terre emerse vennero formalmente
assoggettate alla giurisdizione dell’Ordo Orbis.
Le tre fazioni che avevano costituito il
nuovo ordine mondiale mantennero una forte
indipendenza, stabilendosi ciascuna in uno dei
tre arcipelaghi principali: il Consortium
Mercatorum si stabilì a Oderia, nella città di
Vectorian appositamente fondata per essere al
centro di tutte le rotte commerciali; la Militia
Marium rimase stanziata nel Vecchio Mondo,
da dove i suoi ufficiali potevano facilmente
reclutare soldati di provata fedeltà; infine, la
Lex Omnium ebbe la sua sede formale nelle
antichissime terre della Dabhati, dove gli
antichi monasteri che per primi avevano
ospitato i seguaci della Legge Universale
aumentavano notevolmente il prestigio della
religione ufficiale mondiale.

L’ascesa di Vigon Asrigue

Per parecchi secoli, l’Ordo Orbis
governò tutte le isole senza incontrare alcuna
opposizione degna di tale nome: le sparute
sacche di resistenza venivano schiacciate e
annientate una ad una, quando non erano
ancora in condizione di nuocere al potere
costituito. Poi, cinquant’anni fa, tutto questo
ebbe termine.
È probabile che le mosse di Vigon
Asrigue siano state programmate da questi ben
prima dei primi attacchi ufficiali della sua
armata, altrimenti non si spiegherebbe il modo
in cui la sua Armata della Libertà riuscì a
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raggruppare sotto un’unica bandiera tutte le
forze di opposizione all’ordine mondiale,
portandole a costituire una forza militare,
economica e ideologica degna di rivaleggiare
con il potere che governava le terre da secoli.
La crociata di Asrigue contro l’Ordo Orbis
diede ben presto i suoi frutti: nel giro di poche
decadi, le gesta del misterioso capo
mascherato portarono alla ribellione numerose
isole, e molti incrociatori della Militia Marium
vennero attirati in trappole letali.
L’Armata della Libertà era
specializzata nei gesti dal forte carattere
ideologico, capaci di spezzare il morale al
nemico e di mostrarne la fragilità intrinseca;
emblematico è il caso dell’attacco contro
Vectorian: Vigon Asrigue guidò in persona
quattro dei suoi sette luogotenenti durante
l’assedio alla città, provocando danni ridotti
alla popolazione civile ma avendo cura di
distruggere ogni magazzino e ufficio
amministrativo del Consortium Mercatorum.
Quando le sue forze si ritirarono
misteriosamente, i membri dell’Ordo Orbis si
dissero che era stato l’approssimarsi di una
enorme flotta della Militia Marum ad
allontanare i ribelli. Solo più tardi, i cittadini
di Vectorian si accorsero del fatto che sulle
torri più alte della città, compresa la sede del
consorzio mercantile, sventolava la bandiera
dell’Armata della Libertà. Lo stesso accadeva,
nello stesso momento, nei porti principali del
Vecchio Mondo e di Dabhati, assaliti a
sorpresa dai seguaci di Asrigue: l’intero attacco
non era stato che un diversivo volto a far
lasciare sguarnite le altre capitali dell’Ordo
Orbis, allo scopo di distruggere i principali
edifici amministrativi.
La scomparsa di Asrigue e l’era presente
Poi ventiquattro anni or sono, quando
le forze di Vigon Asrigue sembravano ormai
inarrestabili, quando i magistrii dell’Ordo
Orbis erano quasi giunti a prendere in
considerazione l’ipotesi della resa, il misterioso
capo rivoluzionario svanì nel nulla. Il governo
mondiale diffuse la voce di averlo catturato e
giustiziato seduta stante, ma lo stesso boia
sapeva che quel condannato non era la Furia
Rivoluzionaria.
Pure, per quanto l’ordine mondiale
sperasse di porre così fine all’Armata della
Libertà, le gesta dei seguaci di Asrigue non si
placarono: pur privati della loro guida, i
seguaci della Furia mantenevano il proprio
addestramento e il proprio numero. Anche se
ben presto la grande flotta si suddivise in
numerose squadre, più o meno fedeli agli
ideali propugnati da Vigon Asrigue e più o
meno dedite alla pura e semplice pirateria, la
minaccia rappresentata dalle vestigia
dell’Armata della Libertà non venne mai
meno.
Per combattere questa nuova piaga
contro la propria influenza, l’Ordo Orbis
istituì il corpo dei cosiddetti ordinarii, soldati
scelti totalmente indipendenti dai tre poteri
che costituiscono il governo mondiale e
formalmente soggetti soltanto ai magistrii
dell’ordine. Facendo leva sulla loro avidità, i
migliori diplomatici del Consortium
Mercatorum riuscirono anche a portare dalla
propria parte alcuni degli ex-seguaci della
Furia Rivoluzionaria, ai quali venne
formalmente riconosciuto il diritto di predare
le isole dichiaratesi indipendenti dall’Ordo
Orbis.
Ma nel frattempo il seme piantato da
Vigon Asrigue continuava a dare i suoi frutti, e
la forza dell’ordine mondiale sempre più
frazionata aveva difficoltà a intervenire
ovunque col giusto tempismo: sempre più navi
salpavano l’ancora sventolando una bandiera
pirata, e sempre più isole si dichiaravo
indipendenti. Istituzioni che erano rimaste
solide e immutabili per secoli erano state
scosse profondamente e costrette ad adattarsi a
un mondo in continuo fermento.
Quale che sia stato il suo destino,
Vigon Asrigue ha forse raggiunto il suo vero
scopo: qualsiasi cosa abbia in serbo il futuro
per le isole, difficilmente tutto ritornerà come
prima.

Fonte originale

Storia del mondo

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