Denaro ed Economia

Denaro ed economia
Già prima della nascita dell’Ordo
Orbis, i mercanti che poi si sarebbero riuniti
nel Consortium Mercatorum avevano avviato
un processo di unificazione delle diverse valute
presenti nel Vecchio Mondo allo scopo di
agevolare i commerci. Con la scoperta della
cultura dabhatiana, a questo sistema si
aggiunse una nuova idea: l’impiego di
cartamoneta, il cui valore nominale era
garantito dai tesori in possesso dell’autorità
che la emetteva.
L’Ordo Orbis ha costruito il sistema
monetario mondiale a partire da queste basi:
attualmente, tutto il mondo impiega come
moneta principale il denaro d’argento (spesso
chiamato solo “argento”), dal peso di 10
grammi; dieci denari d’argento corrispondono
a un denaro d’oro (o semplicemente “oro”),
mentre un singolo argento corrisponde a dieci
denari di rame. In realtà, le monete non
presentano il metallo nella sua forma pura, ma
in una lega piuttosto raffinata e difficile da
replicare, che consente all’Ordo Orbis di
tenere sotto controllo l’emissione di denaro
falso e, alla bisogna, di alterarne le percentuali
di metallo prezioso allo scopo di ridurne o
aumentarne il valore. Ogni moneta presenta
una forma circolare piuttosto regolare, e reca
inciso da un lato il globo dell’Ordo Orbis,
dall’altro la data di emissione accompagnata
dal motto “orbs unum, ordo unum”, “un solo
mondo, un solo ordine”.
Alle monete vere e proprie si
accompagna la cartamoneta; emessa in tagli
dal valore di 15, 30, 60, 100, 150 e 300
denari d’argento, ha dimensioni
standardizzate e presenta le stesse decorazioni
delle monete metalliche. A esse si accompagna
il numero di codice della carta, e il nome della
branca dell’Ordo Orbis che l’ha emessa, il che
permette di identificare alla bisogna ogni
singola banconota e di rimuovere dalla
circolazione quelle false. Ogni singola
organizzazione, per poter emettere della
cartamoneta, deve garantire di essere in
possesso di merci o metalli preziosi del valore
corrispondente. Recentemente, è stata
concessa anche ai singoli gruppi mercantili la
possibilità di stampare la propria cartamoneta,
il che ha permesso agli individui più
spregiudicati di lucrare notevolmente grazie
alla possibilità di impiegare nei propri traffici
commerciali banconote delle quali non si
possiede l’equivalente in beni, ottenendo però
tali ricchezze grazie ai profitti derivati dagli
investimenti resi possibili da tale truffa.
Il Consortium Mercatorum,
ufficialmente adibito al controllo su queste
pratiche illecite, ha mostrato di non curarsene
tanto e c’è chi vocifera che perfino alcuni
magistri mercatorum ricorrano talvolta a tale
stratagemma per incrementare i propri profitti
personali.

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