Diritti e Libertà

Secondo l’ideologia dell’Ordo Orbis,
ogni essere umano ha il diritto di trascorrere la
propria vita in libertà e felicità; tuttavia,
l’unica libertà realmente riconosciuta è quella
di coloro che seguono la volontà divina
incarnata nella Lex Omnium: chi vi si oppone,
o anche solo dimostra di non obbedivi, viene
considerato uno schiavo del peccato, e un
individuo meno che umano per propria scelta
personale.
In quanto tale, qualsiasi persona non
perfettamente allineata può essere privata dei
propri diritti. Spesso, un periodo di
“riabilitazione” carceraria più o meno lungo e
duro è la pena riservata a questi individui; in
alcuni casi, specialmente quando si ha a che
fare con pirati e rivoluzionari, si può giungere
alla condanna capitale. In ogni caso, un
individuo iniziato alla Lex Omnium mantiene
sempre, almeno formalmente, la propria
libertà.
Diverso è il caso di quanti, provenienti
da terre pagane o selvagge, non sono stati
educati secondo la religione globale: essendo
considerati più prossimi agli animali che non
ai pii esseri umani asserviti alla volontà divina,
tali individui vengono spesso impiegati come
schiavi senza che la maggior parte dei religiosi
abbia nulla da ridire a riguardo. È comunque
possibile per uno schiavo riottenere la propria
libertà convertendosi alla Lex Omnium, ma
deve essere il suo padrone a garantirne
l’avvenuta conversione.
Sebbene i fedeli più integralisti mal
sopportino gli omosessuali e i ritardati mentali,
ritenendo che la loro assenza di conformità sia
dovuta a un qualche peccato contro la legge
divina, nessuna legge formale esiste per
perseguire queste persone. Allo stesso modo,
sebbene nel Vecchio Mondo e nella Dabhati le
donne siano sempre state formalmente
sottomesse agli uomini, non esiste nessuna
legge in proposito e anzi la notevole diffusione
dell’Ordo Orbis in terre dalle tradizioni tanto
diverse ha portato bene o male a una parziale
parificazione fra i sessi, anche se numerosi
pregiudizi si dimostrano parecchio duri a
morire.
Se i cittadini comuni del governo
mondiale godono di una libertà relativamente
ampia in numerosi campi, a loro è comunque
fatto divieto di possedere armi e di praticare le
arti mistiche. Soltanto i membri dell’Ordo
Orbis attivi sul campo contro le forze
dell’anarchia hanno automaticamente il
permesso di ricorrere a simili mezzi offensivi;
per tutti gli altri, si tratta di un diritto
acquistabile solo a prezzo di duri sacrifici.
Chiunque voglia possedere un’arma
più complessa di un pugnale, un arnese da
lavoro o un semplice arco da caccia, deve
sottoporsi annualmente a un attento esame da
parte di appositi emissari dell’Ordo Orbis; per
la buona riuscita dell’operazione, egli è
costretto a versare un contributo di 500 denari
d’argento che andranno spesi in cerimonie
espiatorie e scartoffie assortite. Quanti
vengono trovati in possesso di armi senza
avere la regolare licenza cosa sempre possibile
dato il mercato nero
possono venire
condannati a pene anche abbastanza gravi,
specialmente qualora dovessero essere accusati
di detenere tali strumenti di morte per
combattere come rivoluzionari.
Invece, chi desidera praticare le arti
mistiche è tenuto al pagamento di una ben più
gravosa tassa annuale di 5000 argenti; questi
individui, ben più pericolosi di un semplice
armato, vengono vigilati costantemente da
appositi gruppi di ordinarii e il loro potere
magico controllato con frequenza. La politica
dell’Ordo Orbis è quella di reclutare fra le
proprie fila gli incantatori più promettenti, o
quelli che non possono permettersi di versare
la tassa richiesta per essere semplicemente se
stessi; quando un praticante delle arti mistiche
raggiunge un certo livello di potenza, il
reclutamento è per lui obbligatorio, a meno
che non decida di darsi alla macchia. La pena
riservata a questi fuggiaschi è quasi sempre
quella capitale.

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