I discepoli delle millenarie arti da guerra

Per rappresentare al meglio i guerrieri più tradizionali
della Dabhati, addestrati all’uso delle armi come al
combattimento disarmato, seguaci di antichissime e
quasi esoteriche discipline marziali che col trascorrere
dei secoli si sono evolute in vere e proprie filosofie, il
monaco è la classe più adatta.
Col passare dei secoli e dei millenni, le arti marziali
dabhatiane si sono frammentate in numerose scuole,
per cui è facile inserire nell’ambientazione qualsiasi
variante del monaco si decida di giocare; una cosa da
tenere a mente è che l’addestramento marziale di
questo tipo non si ottiene solo nei monasteri, ma
spesso anche da maestri itineranti, o con un rigido
addestramento da autodidatta corroborato da
penitenze ascetiche. Allo stesso modo, molti monasteri
dabhatiani offrono addestramenti più mistici che
marziali, o una fusione dei due.
Non tutti i combattenti senz’armi devono comunque
esserei resi come monaci: spesso, per rappresentare un
potente lottatore privo di capacità paramistiche è
molto meglio impiegare il guerriero o il barbaro,
accompagnati da adeguati talenti.

I discepoli delle millenarie arti da guerra

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