Jambauga

Un’isola in particolare, Jambauga, finì
per fungere da polo di attrazione per tutte
queste ciurme allo sbaraglio: relativamente
estesa e dotata di numerosi approdi, e
trascurata dai governatori eraniani, Jambauga
divenne ben presto il punto di ritrovo,
reclutamento e programmazione delle
prossime imprese per pirati, ex-schiavi,
contrabbandieri, ribelli e -in seguitorivoluzionari.
Dopo alcune decadi di caos più totale,
i più potenti fra i capitani pirati che facevano
sosta a Jambauga decisero di siglare un
accordo, stabilendo una serie di norme
comportamentali alle quali si sarebbero dovuti
attenere quanti attraccavano ai porti dell’isola;
loro stessi sarebbero stati i garanti di questi
principi.
Era nata la Confraternita delle Coste,
la fazione ideale che teoricamente riunisce
sotto la sua egida tutti i vascelli pirati dei mari.
La Militia Marium non riuscì mai a scacciare
definitivamente la confraternita da Jambauga,
e con l’avvento di Vigon Asrigue l’Ordo Orbis
dovette concentrare le sue forze su altri
bersagli, permettendo così ai pirati oderiani di
ampliare i propri orizzonti e la propria
influenza.
Oggi, dopo che molti ex-pirati si sono
formalmente dichiarati seguaci della Furia
Rivoluzionaria, le norme della Confraternita
delle Coste sono riconosciute da praticamente
tutti i vascelli sui quali sventola la bandiera
pirata, anche al di fuori dell’arcipelago di
Oderia.

Jambauga

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