Terre dei Magiati

A oriente rispetto al Vecchio Mondo,
separandolo dall’arcipelago della Dabhati, si
trova l’Oceano delle Mille Bocche nel quale
sorge la catena insulare comunemente nota
come Terre dei Magiati.
Questi selvaggi, barbari dediti alle
razzie con una ferocia pari solo a quella degli
skannortiani, hanno a lungo ostacolato con le
loro razzie i contatti fra i due regni: sebbene la
scarsa tecnologia di cui dispongono non
consenta loro di organizzare razzie su vasta
scala, le piccole imbarcazioni di cui
dispongono hanno a lungo flagellato i
numerosi stretti fra le isole principali.
E, per lungo tempo, quanti si
arrischiavano a sbarcare su tali isole per fare
provviste potevano stare certi che a breve
sarebbero stati attaccati e forse annientati dai
feroci barbari a cavallo. Tullio Voltae, per
evitare questo pericolo nel corso del suo
viaggio di esplorazione, dovette seguire una
rotta molto meridionale aggirando di fatto le
isole e doppiando il temuto Capo della
Disperazione; ma l’Ordo Orbis non poteva
accettare una situazione del genere.
Poco tempo dopo la sua costituzione, il
governo mondiale occupò l’isola più centro-occidentale
fra le Terre dei Magiati,
ribattezzata Pons, e la fortificò per farne una
vera e propria testa di ponte; in seguito, la
Militia Marium riuscì a conquistare lo stretto
posto di fronte a Pons, strappando col sangue
le terre ai magiati e insediandovi numerosi
coloni-soldati, adeguatamente difesi da
impenetrabili mura di pietra.
Tale avamposto ha creato una rotta
sicura dal Vecchio Mondo alla Dabhati, ma
non è raro che qualche capo tribù
particolarmente intraprendente guidi i suoi
guerrieri in audaci spedizioni contro gli
insediamenti più isolati.

Terre dei Magiati

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