Viaggi e Rotte commerciali

I viaggi via mare costituiscono il tipo di
spostamento più frequente nel mondo; persino
quando si tratta di spostarsi fra due punti della
stessa isola, la maggior parte delle persone
preferisce viaggiare via mare. Di fatto, soltanto
le isole più grandi hanno sviluppato una rete
stradale degna di tale nome per collegare le
diverse zone dell’interno.
In tutte le altre regioni del mondo,
sono le rotte marittime le vere strade; il loro
numero è elevatissimo, e le varianti a una
singola rotta spesso sono ignote anche ai
navigatori più esperti. Ma il numero delle
rotte principali è comunque limitato, e di
facile comprensione per i più. Nel corso dei
secoli sono stati elaborati numerosi metodi per
consentire ai naviganti di seguire la rotta
tracciata, ricorrendo talvolta agli aghi
magnetici e, in passato, perfino
all’osservazione della luna e delle stelle. Se
tracciare una nuova rotta è sempre una
rischiosissima avventura, seguirne una già
esistente spesso è poco più che una routine.
La più antica fra le rotte è la cosiddetta
Vecchia Via, la rotta commerciale che collega
fra di loro tutti i principali porti del Vecchio
Mondo. Praticata e raffinata dal Consortium
Mercatorum per secoli e secoli, è stata
perfezionata in modo da prevedere scali in
porti distanti non più di 500 chilometri l’uno
dall’altro, con l’eccezione delle isole ribelli di
Ardania, Skannort e Aighept.
Altrettanto antica è la Rotta degli
Schiavi, che dall’Aighept meridionale
raggiunge le Isole Vergini distanti più di 5000
chilometri e quindi torna indietro senza
praticamente alcuno scalo intermedio.
Una rotta più recente ma sicuramente
molto fortunata è la Via di Oderio, una
variante della rotta usata dal famoso navigante
per raggiungere l’Oderia. In origine collegava
i porti più occidentali dell’Erania con le isole
nel golfo dell’Oderia, percorrendo in totale
circa 8000 chilometri senza nessuna possibilità
di scalo; attualmente, la rotta è stata corretta
in modo da raggiungere prima Vectorian,
riducendo di circa un terzo la distanza da
percorrere per attraversare il Mare di Oderio,
e da inserire solo dopo gli scali nelle altre
regioni dell’arcipelago. In totale, la rotta
attuale percorre circa 9000 chilometri, ma con
molte più tappe intermedie.
La Rotta Dabhatiana è invece solo
parzialmente basata sul percorso originale di
Tullio Voltae: parte sempre da Aeletiae, ma
grazie alla messa in sicurezza dello stresso di
Pons non richiede nessuna pericolosa
deviazione meridionale. Raggiunge
Simhopura dopo aver percorso quasi 10000
chilometri, e da qui può o proseguire per altri
300 nel porto di Kalanagari, oppure
percorrere altre due migliaia di chilometri per
toccare tutte le principali isole della Dabhani.
La rotta che dalla Dabhati porta
all’Oderia presenta invece relativamente
poche varianti, se non nei suoi ultimi scali; è
prassi comune che, partite da Simhopura, le
navi attraversino il Mare di Coquer facendo
quanti più scali possibile fino a giungere, dopo
più di 15000 chilometri, nei porti oderiani più
occidentali.
Talvolta, queste tre rotte vengono
percorse assieme dalle navi mercantili più
imponenti, percorrendo quello che viene
chiamato Cursus Magnus.
L’ultima rotta attualmente più
praticata, invece, gode di un nome molto
meno altisonante: si tratta della Nuova Via
degli Schiavi, che parte dall’Oderia per
raggiungere le Isole Vergini percorrendo circa
6500 chilometri.

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